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Basta propaganda sullo smog in Lombardia!


Quasi ciclicamente viene proposto al grande pubblico un argomento che infiamma il dibattito: la qualità dell'aria nell’Italia settentrionale, considerata "pessima" dagli indicatori ambientali nazionali e dell'UE. È visibile a tutti a occhio nudo questa drammatica situazione, rappresentata dalla nube di smog grigiastra che sovrasta i cieli di Milano, Torino e molte altre grandi città dell’area padana. I commenti qualunquisti su quest’argomento spaziano tra chi espone le proprie versioni dei fatti e chi ne approfitta per fare inutili sermoni politici.





Facciamo un po’ di chiarezza. I contaminanti aeriformi emessi dalle attività umane possono essere di tipo gassoso, liquido o solido, in quest’ultimi due casi sotto forma di aerosol. Includono diverse sostanze: il particolato sospeso (PM10 e PM2.5, un insieme di materiali quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, nitrati, solfati e ammoniaca), gli ossidi d'azoto (NOX), il monossido di carbonio (CO), l’ozono troposferico, i composti organici volatili non metanici (COVNM) e l'anidride solforosa. Le fonti sono molto diversificate. Ciò riflette la complessità del problema. Lo spiega bene l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA): l'agricoltura emette principalmente l’ammoniaca e il metano; il settore residenziale, commerciale e istituzionale contribuisce a diffondere nell’aria nero di carbone (BC, particolato finissimo dovuto alla combustione incompleta di prodotti petroliferi pesanti) e del monossido di carbonio; l’approvvigionamento energetico e le industrie sprigionano nell’atmosfera soprattutto COVM e anidride solforosa, per via dell’utilizzo massiccio di combustibili fossili.


La Pianura Padana è tra le zone più inquinate d'Europa per due motivi principali. In primo luogo, com’è ben verificabile aprendo una qualsiasi cartina geografica, è circondata da tre lati su quattro dalle Alpi e dagli Appennini, con l’unica apertura localizzata verso il Mar Adriatico. Le catene montuose bloccano la circolazione dell’aria e i forti venti scarseggiano, tolte le occasionali raffiche di bora in ingresso dal Golfo di Trieste. In aggiunta, la scarsità di piogge durante i mesi invernali non permette di “lavare via” lo smog con regolarità.


In secondo luogo, le regioni del Nord sono caratterizzate da un elevato sviluppo antropico in termini di popolazione residente e forza lavoro industriale. Gli abitanti della Val Padana sono continuamente esposti a livelli di agenti inquinanti che l'Organizzazione mondiale della Sanità non ritiene sicuri: ogni anno provocano decine di migliaia di morti premature, aggravano le malattie cardiovascolari e polmonari, causano patologie neurologiche (tipo declino cognitivo, ritardo nello sviluppo, ADHA, aumento del rischio di ictus), senza dimenticare che alcuni sono cancerogeni.


Non è una scusa per rimanere con le braccia conserte, sia chiaro. Regione Lombardia è in prima linea nel contrastare l’inquinamento atmosferico. L’ha ribadito il presidente Attilio Fontana in una recente intervista dov’è stato interpellato sul tema. Sono confortanti i dati elaborati dall’ARPA per il 2023 in collaborazione con il Sistema Nazionale per Protezione Ambientale dell’ISPRA: dal 1990-2000 a oggi sono diminuite al di sotto del limite le concentrazione di particolato e dei NOX.


Chi governa in Lombardia — la Lega e il centrodestra unito —, dimostra che esiste una sola strada praticabile, ovvero continuare l’impegno virtuoso per l’ammodernamento tecnologico e l’abbattimento dell’inquinamento. Inoltre, sensibilizzare la popolazione sull'importanza di ridurre le proprie emissioni, adottando comportamenti più sostenibili e responsabili, può giocare un ruolo significativo nel migliorare la qualità dell'aria. Vanno evitare assolutamente soluzioni estreme come spegnere tutti i riscaldamenti domestici, fermare gli agricoltori, le imprese e i mezzi di trasporto. Affrontare il problema dell'inquinamento atmosferico richiede un approccio olistico e collaborativo. Basta diffondere catastrofismi inconcludenti che servono unicamente a scrivere articoli sensazionalistici per uno sterile dibattito.

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