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Il sogno leghista all'estero: la Lega Giovani Argentina

Abbiamo intervistato Alessia Martucci, membro della neonata Lega Giovani Argentina.


Presentati.


Sono Alessia Martucci e ho 25 anni. Sono nata e abito a Buenos Aires, Argentina.

Sono argentina, ma anche italiana. Possiamo dire: una “italo-argentina”. Al momento

studio Relazioni Internazionali all’Universidad del Salvador e lavoro in un'azienda

farmaceutica.


Come, quando e perché è nata la Lega Giovani Argentina?


La Lega Giovani Argentina è nata nell'agosto 2020. Il coordinatore, Jonatan

Burone, assieme a Eugenia Jordan Chielini hanno avuto l’idea di crearla perché sentivano la necessità di uno spazio dove i giovani potessero condividere i loro punti di vista e colmare le differenze generazionali esistenti. Sono tutti ragazzi italo-argentini che vogliono lavorare per il futuro e il bene della collettività e operare un cambio generazionale.


Quando sei entrata a farne parte e per quale ragione?


Sono entrata nel novembre 2020 perché sentivo che era necessario un cambio nella rappresentanza della nostra comunità. Gli attuali rappresentanti degli italiani all’estero da tempo non fanno nulla per noi e non soddisfano i bisogni che abbiamo. Inoltre, non sono in grado di rappresentare degnamente la nostra comunità.


Parlaci delle tue radici. Cosa ti lega alla Lombardia?


Le mie radici lombarde risalgono all’inizio del XX secolo con il mio bisnonno Giuseppe Passerini, nato a Morbegno, in Valtellina, provincia di Sondrio. Venne in Argentina con i suoi genitori e suoi fratelli, tutti contadini, perché decisero di cercare una vita migliore in Argentina, quel paese che promise tanto a molti italiani.

Si stabilirono nella città di Paraná, in una provincia chiamata Entre Ríos (vicino a Buenos

Aires), per dar vita a un salumificio. Anni dopo, una volta cresciuto, il mio bisnonno si spostò a

Buenos Aires per iniziare a praticare il lavoro dei suoi sogni: il fotografo. Così lavorò in vari giornali come fotografo.

L’amore per la Lombardia è rimasto nella mia famiglia passando da una generazione all’altra. Le abitudini culinarie sono quelle che sono state maggiormente conservate nella mia famiglia. Il mio bisnonno chiedeva sempre a sua moglie di cucinare con il burro e la panna perché la sua famiglia faceva così. Ad oggi, è rimasta l’abitudine di mangiare il risotto (quasi tutte le domeniche) e la polenta. Con mia mamma, come omaggio alla Lombardia, abbiamo deciso di preparare pizzoccheri tutti i 29 di maggio per la Festa della Lombardia. Sfortunatamente, come è successo in tante famiglie, il dialetto si è perso con il tempo, anche perché a scuola tutti gli italiani imparavano lo spagnolo. Nonostante ciò. in Argentina esiste il Lunfardo, un argot molto presente nel nostro Tango, che ha molte parole che derivano di diversi dialetti italiani. Anzi, la parola lunfardo, si dice, ha un’origine lombarda. Vi raccomando di cercarlo su internet perché è una traccia dell’immigrazione italiana e lombarda nel nostro paese.


Il bisnonno di Alessia, Giuseppe Passerini

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